Preparazione gemmoderivati

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La gemmoterapia è un metodo terapeutico, di ambito fitoterapico, che utilizza tessuti vegetali freschi allo stato embrionale, quali le gemme o altri tessuti in via di accrescimento (giovani getti, giovani radici, scorza delle radici, semi, scorza dei giovani fusti etc.). I tessuti embrionali sono preparati secondo una particolare procedura, codificata nella Farmacopea francese ed europea, che porta all’ottenimento del macerato glicerinato. Tale preparato viene quindi, generalmente, diluito alla prima decimale hahnemanniana.

Il medico belga Pol Henry (1918-1988), per primo, negli anni Cinquanta, pensò all’impiego terapeutico dei tessuti vegetali freschi raccolti allo stato embrionale. (….)

Definì tale metodica fitoembrioterapia e lo descrisse come “un sistema terapeutico basato sull’energia potenziale dei vegetali (….)”

(E. Campanini, Manuale Pratico di gemmoterapia, II edizione, ed. Tecniche Nuove, 2018)

Credo che quella che precede sia una spiegazione sintetica ed efficace, migliore di quanto potrei fare io.

In questo articolo vorrei raccontarvi come preparo io i gemmoderivati destinati a me stessa. Non credo ci sia bisogno di specificarlo, ma non sto invitando nessuno a sostituire cure mediche o visite mediche o medicinali, tanto per essere chiara.

Vi racconterò la mia esperienza nella preparazione.

Ho sempre nutrito un grande amore per le piante e la natura e vorrei poter dire che qualche parente anziana mi ha insegnato a riconoscere le erbe e le piante e le loro proprietà, ma non è così, a parte la camomilla e poco altro ho dovuto arrangiarmi da sola a conoscerle e a scoprire cose su di loro grazie a persone esperte, a libri e corsi.

Ho sempre adorato i nomi scientifici e mi sono adoperata a mandarne a memoria il più possibile perché mi sembra la cosa più corretta tenendo anche conto che della stessa specie esistono tantissime varietà e ciascuna ha proprietà diverse.

Un consiglio generale è di osservare le piante, soprattutto le spontanee che vivono attorno a voi, la maggior parte di esse probabilmente avrà qualcosa che vi serve. Se vivete in città o in un luogo inquinato non vi consiglio di raccogliere quelle, piuttosto di andare a cercarle in luoghi incontaminati, o anche in erboristeria, ma vedrete che loro non sbagliano, sono lì per voi. E’ l’intelligenza della natura o se volete, la prova che noi ne siamo parte, siamo uno.

I gemmoderivati sono straordinari preparati che ci consentono di prevenire, che alleviano sintomi e che talvolta risolvono alcuni problemi. Se assunti con costanza, agiscono dolcemente e profondamente.

Essi possono coadiuvare ed essere di valido aiuto per varie problematiche ma come tutti i preparati vanno assunti con cognizione di causa perché le piante possono essere nostre alleate, ma anche nostre mortali nemiche.

E si possono realizzare con facilità.

Per ciascuna pianta occorre sapere quale parte della pianta prelevare, ad esempio della generosa betulla si utilizzano le gemme, ma anche la linfa, gli amenti, le giovani radici, invece del biancospino e della rosa canina i giovani getti.

Le gemme vanno raccolte prima che si aprano, devono essere ancora chiuse ma già ingrossate, pronte ad esplodere. Di solito il periodo giusto è febbraio ma ci possono essere notevoli variazioni in base al tempo atmosferico. Anche questo è il bello, dover essere a contatto, osservare la natura e vedere come la vita inizia a scorrere, per poter capire quando il momento giusto arriva. Aiuta a diventare consapevoli del meraviglioso processo che si rinnova ogni stagione.

Quando si prelevano le gemme bisogna imparare a non comportarsi da predatori e devastatori. Ricordare sempre che dalle gemme si sviluppa la pianta quindi vanno raccolte con criterio.

Occorrerebbe sapere quale pianeta governa la pianta e raccogliere solo nel giorno e nell’ora planetaria, ma ho imparato a fare di necessità virtù perché non sempre è possibile, perciò idealmente cerco di tenere conto almeno del giorno mentre per il calcolo dell’ora ci sono talmente tanti metodi che si contraddicono tra loro che alla fine o se ne sceglie uno ignorando gli altri oppure li si ignora tutti utilizzando invece il proprio intuito e il contatto con la pianta per capire il momento giusto.

Scelgo per la raccolta piante non trattate, lontane da inquinamento, campi coltivati con uso di pesticidi e vigorose.

Il contatto con la pianta è essenziale, io le spiego cosa ho intenzione di fare e la avverto così che possa prepararsi. Le chiedo il permesso.

Appena raccolte le gemme, rigorosamente a mano, le lavoro,  prima che la scintilla vitale le abbandoni, in spagiria di solito si parla di circa tre ore, mi attengo pertanto allo stesso tempo anche qui. Ne consegue che raccolgo il vegetale solo quando ho la possibilità di lavorarlo.

Preparazione della souche

Il solvente è costituito da una soluzione di glicerina (grado farmaceutico) e alcol puro (quello per liquori) in rapporto di 1:1 in peso, ovvero ad esempio 10 gr di glicerina e 10 gr di alcol.

Il rapporto tra la droga e il solvente invece dovrebbe essere di 1:20, considerando però il peso del vegetale secco. Siccome quello che si raccoglie è fresco, si dovrebbe fare come per le tinture cioè essiccarne una piccola parte magari in forno e valutare il calo di peso per usare la giusta quantità di solvente. Fortunatamente in questo caso, come insegna il magnifico e valido manuale di Remedia, il rigore scientifico è meno importante dell’aspetto energetico e quindi possiamo fare un calcolo medio che è il seguente:

rapporto vegetale : solvente

  • 1:9 gemme fresche, boccioli, corteccia, radici
  • 1:4 giovani getti
  • 1:2 linfa
  • 1:18 semi secchi

Quindi se raccolgo 10 gr di gemme di betulla dovrò aggiungere 90 gr di solvente, se ho raccolto 10 gr di getti di biancospino userò 40 gr di solvente.

liquidi solvente e per diluizione

Nel caso di preparazioni casalinghe avremo quantità piccole di droga, pertanto ho trovato utile preparare una buona dose di solvente per non dover fare calcoli in quantità piccole, ad esempio preparo 100 gr di glicerina e 100 di alcol, bel miscelati e conservati in una bottiglietta chiusa ermeticamente.

Dopo aver aggiunto il solvente sminuzzo con un frullatore ad immersione o con un piccolo robot, le gemme devono essere rotte per permettere al solvente di prelevare ogni parte, si può ovviamente anche fare manualmente con mortaio e pestello.

Il liquido diventa di un colore fantastico, di varie tonalità di verde. A questo punto verso tutto in un barattolo di vetro e lo metto al buio per un mese avendo cura di scriverci sopra il nome e la data con un pennarello sopra così controllo meglio. Annoto il tutto anche in un quaderno dove scrivo anche luogo di raccolta, fase lunare, pianeta, tempo atmosferico e sensazioni che utilizzerò poi come riscontro.

Dopo un mese o 40 giorni, procedo a filtrare la soluzione attraverso una garza e strizzo molto bene la parte solida per fare uscire tutto. Per quantità maggiori si usa un torchietto, ma le quantità che produco io ci si perderebbero. Il liquido ottenuto è la souche e va conservata in bottiglie scure di vetro.

La diluizione

La souche si diluisce nella proporzione di 1:10 nel liquido così preparato:

50 parti di glicerina, 30 parti di alcol e 20 parti di acqua (calcolate in peso)

Anche in questo caso preparo in anticipo la soluzione in una bottiglia, la etichetto come soluzione per diluizioni e la utilizzo all’occorrenza.

Per i preparati finali io utilizzo bottigliette da 30 o 50 ml con contagocce, quindi tornando alla nostra betulla dell’esempio iniziale ora prelevo con una pipetta 3 ml di souche e la metto nella bottiglia da 30 ml riempiendola poi con la soluzione. In questo caso utilizzo una unità di misura per liquidi perché data l’esiguità del preparato e la composizione piuttosto simile delle due soluzioni ritengo di poter  tranquillamente procedere così.

pipetta

Ora il nostro prodotto va sottoposto a 100 succussioni come si fa per i prodotti omeopatici, semplicemente prendendolo in mano fra pollice e indice e scuotendolo almeno 100 volte.

Etichetto per ricordare cos’è e ho finito. Sembra complicato, ma in realtà è molto semplice, basta solo farlo un paio di volte e si prende la mano.

Va assunto a gocce in ragione di una decina di gocce per kg di peso corporeo diviso in tre assunzioni giornaliere. Io che sono di memoria labile meto in una bottiglia di acqua che bevo durante la giornata, per l’effeto drenante della betulla ad esempio è un metodo molto più efficace.

Nel 2020 ho preparato i seguenti gemmoderivati:

  • Betulla – gemme
  • Nocciolo – gemme
  • Biancospino – giovani getti
  • Fico – gemme
  • Ginko biloba – gemme
  • Noce – gemme
  • Alloro – gemme, boccioli florali
  • Gelso – gemme
  • Pioppo – gemme
  • Prugnolo – gemme
  • Quercia – gemme
  • Rosa canina – giovani getti
  • Rosmarino – giovani getti
  • Rovo – giovani getti
  • Lillà – gemme
  • Tiglio – gemme
gemmoderivati diluiti

Se volete assumerli ma non avete voglia di prepararli vi consiglio quelli di Remedia erbe che sono preparati con amore, se volete leggere qualcosa, oltre al libro citato in apertura consiglio sempre il manuale di Fiori ed Erbe di H. Bosch e L. Satanassi, edizioni l’Età dell’Acquario.

Si possono anche preparare delle miscele, la Campanini lo sconsiglia, ma io sono del parere di Remedia che invece ritiene che le sinergie tra le piante potenzino i rimedi stessi.

Il fatto stesso di preparare qualcosa è di aiuto ancor prima di essere usato, perché fa bene allo spirito e all’anima prendersi cura di sé stessi. Buon lavoro

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Cinsuelo Cinsuelo ha detto:

    Sei meravigliosa.complimenti

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